Alla scoperta dei fondi tematici

Hai recentemente sentito parlare di fondi tematici di investimento ma non hai capito bene di cosa si tratta? Hai il sospetto che possano essere strumenti sofisticati ad alto rischio da cui preferisci stare alla larga? In questo articolo andremo alla scoperta dei fondi tematici, dei loro rischi e delle eventuali modalità di utilizzo. Lo faremo come sempre con parole semplici. Ti ho incuriosito abbastanza? Allora mettiti comodo e continua a leggere.

Cosa sono i fondi di investimento tematici

Secondo Wikipedia l’Investimento tematico è una forma di investimento il cui obiettivo è di identificare quelle macrotendenze che possono realizzare incrementi di valore a lungo termine, indipendentemente dagli eventi economici (clicca qui per andare sulla pagina dedicata).

I fondi di investimento tematici sono strumenti finanziari che investono in società o settori specifici che si concentrano su un particolare tema o tendenza di mercato. Questi fondi offrono agli investitori la possibilità di partecipare a una determinata area di interesse o trend, senza la necessità di selezionare individualmente le aziende in cui investire.

Ad esempio, un fondo di investimento tematico potrebbe concentrarsi sull’energia rinnovabile. Questo tipo di fondo investirà in aziende che operano nel settore delle energie pulite, come quelle che producono pannelli solari o turbine eoliche. Gli investitori che credono nell’importanza delle energie rinnovabili e vogliono partecipare a questo settore in crescita potrebbero considerare di investire in un fondo tematico sull’energia rinnovabile.

I trend e le tematiche del futuro

I fondi di investimento tematici possono coprire una vasta gamma di temi e adotteranno una strategia di investimento specifica basata sulla tematica scelta.

Le principali tematiche o trend di mercato su cui investire possono variare nel tempo e dipendono dalle dinamiche economiche, sociali e tecnologiche. Tuttavia, alcune delle tematiche e dei trend più rilevanti e popolari degli ultimi anni includono:

  1. Tecnologie innovative: Questa tematica comprende settori come l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose (oggetti di uso comune che diventano interconnessi e intelligenti), la robotica, la realtà virtuale e aumentata;
  2. Energia pulita e sostenibilità;
  3. Salute e benessere;
  4. Cambiamenti demografici, in particolare l’invecchiamento della popolazione;
  5. Cambiamenti climatici.

L’elenco non è esaustivo ma certamente rende l’idea sul perché investire sui temi e trend più rilevanti vuol dire in pratica investire sul futuro, sul mondo che sarà.

Fondi “satellite” in un portafoglio ben diversificato

Come tutti gli investimenti, i fondi tematici comportano dei rischi. Le performance dei fondi possono essere influenzate da vari fattori, come la volatilità del mercato, i cambiamenti normativi o le condizioni economiche globali. Si prestano ad essere adoperati come strumenti satellite all’interno di un portafoglio di investimento complessivo, al fine di fornire diversificazione aggiuntiva al portafoglio.

Quando si parla di “fondi satellite” in un portafoglio di investimento, si fa riferimento a fondi o strumenti finanziari che rappresentano una porzione più piccola e diversificata del portafoglio complessivo. Questi fondi sono selezionati per perseguire specifiche opportunità di investimento o strategie di mercato, al di fuori della componente principale del portafoglio. Poiché questi fondi si concentrano su aree specifiche, l’investitore può ridurre il rischio complessivo del portafoglio distribuendo gli investimenti su diverse tematiche o settori.

In conclusione

A condizione di essere consapevoli dei rischi e dei costi dei fondi tematici, questi possono trovare allocazione in portafogli di investimento ben diversificati. Ricorda sempre però che l’eventuale percentuale di fondi di investimento tematici da allocare all’interno del portafoglio deve essere frutto di una accurata analisi professionale effettuata con l’ausilio di un consulente finanziario abilitato, analisi che tenga espressamente conto del tuo profilo di rischio, dei tuoi obiettivi di investimento (clicca qui per approfondire), del tuo orizzonte temporale, della tua conoscenza ed esperienza in materia di investimenti finanziari e non solo.

Dedicherò i prossimi articoli del blog alle principali macrotendenze su cui si concentrano gli investimenti tematici. Ciao, alla prossima.

Il risveglio del mondo obbligazionario

In meno di due anni abbiamo assistito ad una rivoluzione nel mondo degli investimenti finanziari. La crescita imponente dell’inflazione nei maggiori Paesi del mondo ha portato le principali Banche Centrali a rialzare i tassi di interesse in maniera rapida e vigorosa. Il risultato? E’ il risveglio del mondo obbligazionario, che è pronto ad assumere un ruolo da protagonista nei portafogli di investimento dopo anni di ruoli da comparsa. Vediamo di capire perché, come sempre con parole semplici.

Il mondo a tasso zero

La crisi dei mutui subprime nel 2008 ed il conseguente fallimento della banca americana Lemahn Brothers hanno innescato, negli anni successivi, una gigantesca iniezione di liquidità da parte delle Banche Centrali di tutto il mondo e la contestuale drastica riduzione dei tassi di interesse, mosse necessarie al fine di generare una robusta ripresa dell’economia. Per tanti anni i tassi di interesse sono stati nulli o addirittura negativi.

Chi in quegli anni ha detenuto strumenti obbligazionari antecedenti con scadenze lunghe o molto lunghe ha praticamente vissuto nel migliore dei mondi possibili, in quanto il valore degli strumenti obbligazionari in portafoglio è salito nel tempo proporzionalmente alla discesa dei tassi di interesse;

Man mano che i titoli obbligazionari a tassi elevati giungevano a scadenza questi potevano essere sostituiti soltanto da nuove emissioni a tassi via via sempre più bassi e deludenti. Se però da un lato le cedole continuavano a scendere si manteneva alto il guadagno dovuto alla salita dei prezzi dei titoli (clicca qui se vuoi approfondire).

Arrivano Matusalem e Tina

Il ristagno dei tassi in prossimità dello zero ha reso ogni giorno meno allettanti gli investimenti obbligazionari; alcuni governi hanno varato dei titoli con scadenze lunghissime come il BTP “Matusalem” italiano a 50 anni con scadenza 2067 o il titolo governativo austriaco secolare con scadenza 2120, con il solo scopo di offrire dei rendimenti positivi.

In America, nel mondo degli investimenti viene coniato l’acronimo TINA: There is no Alternative, non c’è alternativa. A che cosa? All’azionario, classe di investimenti che beneficia tanto del permanere di tassi bassi. Infatti da un lato le aziende possono fare investimenti a costi bassissimi e quindi crescere più rapidamente; dall’altro gli investitori nel mondo possono indebitarsi a tasso zero per acquistare azioni.

Non è tutto oro quello che luccica

La risalita brusca e repentina dei tassi di interesse è stata come una doccia gelata per gli investitori in obbligazioni, dopo anni di torpore e di letargo. Se da un lato chi detiene dei fondi obbligazionari di qualità dovrà soltanto pazientare un pò per veder risalire le quotazioni, dall’altro chi si è lasciato tentare dalle sirene di strumenti che offrivano cedole “decenti” con scadenza lunghissime, oggi non può fare altro che leccarsi le ferite. Vediamo un esempio:

Fonte: Borsaitaliana.it

L’Austria ha un rating S&P pari ad AA+: in parole semplici è uno dei posti più sicuri dove investire i propri risparmi. Ecco quindi che nel dicembre 2020, con i tassi in tutto il mondo abbondantemente sotto lo zero, il governo austriaco decide di emettere un’obbligazione con durata cento anni! Hai capito bene, un secolo di durata, con un rendimento positivo dello 0,85% annuo lordo.

Come si evince dal grafico qui in alto chi lo ha comprato nel dicembre 2020 era disposto a pagarlo 138,89. Cosa vuol dire? che per acquistare 10.000 euro nominali di questo titolo doveva sborsare 13.889 euro. Chi lo ha fatto ha in pratica firmato un contratto con il governo austriaco nel quale quest’ultimo gli garantisce il pagamento di 0,85% (nel nostro esempio di 85 euro) al netto delle tasse ogni anno fino al 2120, anno in cui verrà restituito il capitale. Tutto il capitale sborsato? Assolutamente no, il titolo verrà rimborsato a 100. Il nostro amico (o meglio i suoi figli se non addirittura i suoi nipoti) riceverà 10.000 euro e non i 13.889 euro da lui pagati.

E’ stato un affare?

Certo, ma per il governo austriaco, che ha fatto cassa e si è garantito di dover pagare una bazzecola a dei malcapitati investitori per i prossimi 97 anni.

Oggi che i tassi sono risaliti a livelli assolutamente normali, questo titolo ovviamente non lo vuole più nessuno. Nessuno è infatti disposto a percepire così poco per un tempo così lungo, anche se l’emittente è ultra solido come l’Austria. Cosa vuol dire questo? Basta leggere il grafico e vedere quanto vale oggi il titolo: 42,57!

Se il nostro “avventuroso” amico decidesse di vendere il suo investimento sul mercato questo gli verrebbe pagato € 4.257. E dato che lui lo ha pagato € 13.889 porterebbe a casa una perdita roboante di € 9.632 pari al – 69,34%! Davvero un investimento sicuro!

Bentornate obbligazioni

E’ vero, i tassi sono saliti tanto, ma la salita sembra rallentare e le previsioni sono di un ulteriore rallentamento fino alla fine della salita. Alcuni analisti prevedono addirittura tassi in discesa negli Stati Uniti entro l’anno in corso. Cosa vuol dire questo? Semplice: gli strumenti obbligazionari a tasso fisso smetteranno di “inseguire” la risalita dei tassi e vedranno via via crescere le loro quotazioni; tale processo verrebbe ulteriormente accelerato da una inversione di tendenza al ribasso.

Una volta che i tassi si stabilizzeranno ad un livello positivo naturale le obbligazioni torneranno ad essere indiscusse protagoniste, assieme alle azioni, di portafogli di investimento di qualità caratterizzati da un rapporto rischio/rendimento più efficiente. E quel momento non sembra lontano, anzi potrebbe essere molto vicino.

Ciao, alla prossima

Gli investitori alle prese con la riprova sociale

Il seguente articolo è stato pubblicato anche su Wall Street Italia: clicca qui per visionarlo.

Disponibile anche in versione audio sul podcast di Wall Street Italia: clicca qui se vuoi ascoltarlo.

Immagina di trovarti in una città lontana, seduto al tavolo di un ristorante che non conosci che prepara piatti che non hai mai sentito nominare. Studi il menu alla ricerca di qualche idea su cosa ordinare e ti accorgi che alcune pietanze sono definite “le più popolari”: evviva! Se la maggior parte dei clienti è solito sceglierle vorrà dire che sono le migliori, problema risolto!

La riprova sociale

Questo è un chiaro esempio di un fenomeno noto come riprova sociale; ed è alla base dell’importanza delle recensioni online, dell’uso di testimonial nelle pubblicità, del prodotto “più venduto” di Amazon etc.

Ebbene si: siamo spesso soliti stabilire cosa è meglio per noi semplicemente osservando cosa fanno gli altri! Non solo, ma questo fenomeno cresce se si verificano una o più delle seguenti condizioni:

  • Incertezza: quando ci troviamo di fronte ad una scelta ma non abbiamo le conoscenze o le competenze per stabilire cosa sia meglio fare;
  • Moltitudine: quando il numero di persone che prima di noi ha scelto in un determinato modo (fornendoci l’esempio da seguire) è molto significativo;
  • Somiglianza: quando le persone che hanno scelto di agire in un determinato modo piuttosto che in un altro sono molto simili a noi.

Robert Cialdini, nel suo libro Le armi della persuasione suggerisce un metodo per testare la forza della riprova sociale: prova a fermarti, mentre stai passeggiando per la tua città, ed a fissare un punto in alto (il tetto di un palazzo, una nuvola etc.); continua a fissarlo per un minuto intero e forse qualche passante, incuriosito, sarà tentato di fare lo stesso. Prova a tornare il giorno dopo ma portandoti dietro una decina di amici e chiedendo loro di iniziare assieme a te a fissare lo stesso punto in alto: entro sessanta secondi la maggior parte dei passanti si sarà fermata a guardare il cielo assieme a voi!

Il mondo dei mercati finanziari è ahimè il regno della riprova sociale! Gli investitori si trovano sovente di fronte a scelte da effettuare in condizioni di estrema incertezza, pertanto diventa più facile seguire la massa piuttosto che fermarsi a ragionare.

L’effetto gregge

L’effetto gregge è un chiaro esempio di riprova sociale: se tante persone comprano nel medesimo momento lo stesso strumento finanziario deve essere un affarone, meglio correre a comprarlo anche noi, prima che sia troppo tardi! Come ovvia conseguenza il prezzo di quello strumento sale a dismisura, la bolla gonfia, gonfia, gonfia e infine… scoppia!

Immagina adesso di essere un cliente della banca “Alfa” e di sentire al telegiornale la seguente notizia: “l’istituto di credito Alfa ha rassicurato i propri clienti circa la sua solidità e le autorità governative del Paese hanno confermato i fondamentali estremamente solidi della Banca; appare quindi del tutto ingiustificata la scelta fatta da centinaia di clienti di prelevare tutti i loro risparmi”. Se l’intento dell’informazione era quello di rassicurare i clienti, a causa della riprova sociale otterrà l’effetto opposto! Di tutto il contenuto del messaggio a te rimarranno in testa soltanto le seguenti informazioni: centinaia di clienti della tua stessa banca stanno correndo a prelevare tutti i loro risparmi! Devi farlo anche tu, al più presto!

Per un investitore è fondamentale quindi avere consapevolezza di quanto sia facile subire, più o meno inconsciamente, gli effetti della riprova sociale e di quanto questi possano essere nocivi per le sue scelte di investimento. Soprattutto nell’era in cui viviamo, nella quale una notizia fa il giro del mondo in pochi secondi.

Dalla riprova sociale alla tendenza

Quando viene osservato un cambiamento di rotta, in qualunque ambito, siamo soliti pensare che questo durerà nel tempo, che questo si trasformerà in una tendenza. Possiamo definire la tendenza come la riprova sociale futura. Non credo di sbagliare se dico che in un modo o nell’altro è capitato a tutti: quando in un qualsiasi gioco ci è capitato di vincere due o più volte di seguito, siamo soliti pensare che quella è la “nostra giornata fortunata”, convincendoci inspiegabilmente che anche le successive partite ci vedranno favoriti. Pensiamo di essere entrati in un trend, in una tendenza favorevole che durerà ancora per molto tempo.

Lo stesso stato d’animo è solito albergare negli investitori durante le fasi, assolutamente fisiologiche, di rialzo e di ribasso dei mercati finanziari. La conseguenza? Facile: nelle fasi di rialzo l’investitore diventa avido, in quanto si convince di essere entrato in un trend, in una tendenza infinita di guadagni “facili”; nelle fasi di correzione dei mercati domina invece la paura, in quanto, per lo stesso principio, ci si convince che si è innescata una discesa senza fine, che finirà per farci perdere tutto!

Come difendersi dalla riprova sociale

La riprova sociale è comoda, troppo comoda! È una meravigliosa scorciatoia che ti toglie la briga di fermarti a pensare, ragionare e infine scegliere. È un pratico pilota automatico che in effetti in molto casi ti aiuta, ma che non sempre è perfetto. Nel mondo degli investimenti la sua fallacia è ahimè molto, troppo frequente.

Poiché come abbiamo visto la riprova sociale si alimenta soprattutto dall’incertezza, dalla poca consapevolezza di quanto sta accadendo intorno a noi, occorre qualcosa, o meglio qualcuno, che sappia ridurre l’incertezza.

Nel mondo finanziario questo qualcuno esiste e prende le sembianze di un valido e serio professionista, di un bravo Consulente Finanziario. Le motivazioni? Eccole:

  • ridurrà sensibilmente l’incertezza grazie alla propria competenza e conoscenza, attenuando comportamenti eccessivamente avidi o paurosi;
  • farà in modo che i suoi clienti adottino i giusti comportamenti, in funzione dei loro specifici obiettivi di investimento;
  • alimenterà una riprova sociale virtuosa tra una moltitudine di individui simili (persone accomunate dall’aver intrapreso un percorso di investimento).

Ciao, alla prossima!